Ai più alti livelli di realizzazione, il ballerino di tango ha parecchio da esprimere, ma ai livelli ben più bassi del Regent’s Park la maggior parte degli uomini trovavano i passi così difficili che preferivano camminare più che ballare, lasciando l’elaborato gioco di piedi alle donne. Inoltre, a mio parere - anche se parlavo senza cognizione alcuna della cultura argentina - per il ballerino di tango era d’uopo simulare una canagliesca indifferenza verso la donna che comunque era solo una volgare troia di porto, il cui compito era di adescare il partner strappandolo al suo freddo machismo. Come parte di questo rituale, l’uomo non soltanto deve rispondere senza fretta, deve anche ostacolare la donna, bloccandole il piede - una parada, così si chiama il perfido passo - di modo che quando lei scalcia e piega i calcagni, lo fa, per così dire, in un tentativo a metà tra l’implorante e l’indocile di sfuggire al suo dominio.
— Un amore perfetto, Howard Jacobson (via jonkind)
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